Birra non filtrata: cosa significa davvero?

Birra non filtrata: cosa significa davvero?

Quando si parla di birra, il mondo delle bevande alcoliche si arricchisce di una vasta gamma di sapori, stili e produzioni. Tra le tante opzioni disponibili, la birra non filtrata, come ad esempio la Lager, è una scelta che sta guadagnando sempre più popolarità nei locali e nei ristoranti, attirando l’attenzione degli intenditori e degli amanti delle birre artigianali. Ma cosa significa davvero il termine “birra non filtrata”? E quali sono le differenze che la contraddistinguono dalla birra industriale e da quella filtrata?

Differenze tra birra artigianale e birra industriale

Prima di esaminare più da vicino la birra non filtrata, è essenziale comprendere la differenza tra birra artigianale e birra industriale.

La birra artigianale è prodotta in birrifici da mastri birrai che mettono l’accento sull’attenzione ai dettagli e alle tradizioni, utilizzando ingredienti di alta qualità e metodi di produzione più manuali.

D’altro canto, la birra industriale è prodotta su larga scala, in grandi impianti, spesso seguendo processi standardizzati per ottenere un prodotto omogeneo e facilmente riproducibile.

Differenza tra birra filtrata e non filtrata

Il termine “birra non filtrata” si riferisce a una particolare tecnica di produzione che evita il processo di filtrazione, come ci lascia intuire il nome stesso, un passo comune nel processo produttivo delle birre industriali. La filtrazione è un processo fisico che separa le parti solide (come lieviti e altri sedimenti) da quelle liquide della birra, rendendola più limpida e trasparente.

La birra non filtrata, invece, conserva tutte le componenti sviluppate durante la fermentazione, comprese le cellule integrali di lievito, che conferiscono alla birra i suoi caratteristici aromi. Visivamente, la birra non filtrata appare torbida, e talvolta può presentare un po’ di deposito sul fondo, segno di autenticità.

Quando una birra si considera artigianale?

Il termine “birra artigianale” spesso si collega alla birra non filtrata, ma non tutte le birre non filtrate sono necessariamente artigianali. La chiave per definire una birra come artigianale risiede principalmente nel processo di produzione.

Una birra artigianale è prodotta in genere in piccole quantità, da mastri birrai con una passione per la tradizione e l’innovazione. Gli ingredienti di qualità, l’attenzione ai dettagli e l’uso di metodi di produzione manuali sono caratteristiche distintive delle birre artigianali.

La verità dietro il termine “birra non filtrata” nel settore industriale

Negli ultimi anni, il termine “birra non filtrata” è stato spesso utilizzato nel settore industriale per promuovere birre che potrebbero non essere propriamente artigianali. Alcune birre industriali possono essere prodotte su vasta scala e utilizzare tecniche di marketing per far sembrare il prodotto più artigianale di quanto sia effettivamente. Questo può confondere i consumatori che cercano birre autenticamente artigianali.

Gli standard per definire una birra artigianale di qualità

Per garantire l’acquisto di una birra artigianale di qualità, i ristoranti e i locali devono fare attenzione ad alcune caratteristiche:

  • produttori o rivenditori rinomati: scegliere birrifici ben selezionati e con una reputazione consolidata per la produzione di birre artigianali autentiche;
  • etichette chiare: al fine di identificare ingredienti di alta qualità e informazioni sulla produzione;
  • testare la birra: prima di aggiungere una birra alla lista da proporre ai clienti, è meglio provare diverse varianti per trovare quella che si adatta meglio alla propria clientela.

La birra non filtrata offre una varietà di sapori e aromi che la rendono una scelta interessante per i ristoranti e i locali che desiderano offrire una selezione di birre artigianali di alta qualità.

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